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Carta fatta a mano e Oscar green

 

 

Questa volta siamo sempre in due a scrivere, ma separatamente, di solito lo facciamo insieme.

Alfonso: ” La carta d’aglio, prima di essere un prodotto de Il Dono dell’Erba è un racconto personale di Rosa e Alfonso, i due soci dell’azienda, moglie e marito, nella sperduta località “Comuni” di Ottati.

Era da poco nata nostra figlia Hera, o forse era già passato un anno, ci trovavamo a Battipaglia, una per niente ridente cittadina a qualche chilometro a sud di Salerno, è qui che siamo cresciuti. Non ricordo ne il mese ne il periodo climatico, di solito nei miei ricordi riesco a risalire al mese dalla memoria sensoriale, le date non fanno per me. Era di mattino, da poco svegli, probabilmente inverno o giù di li, Rosa fa per alzare il capo e con i sui soliti modi super sintetici mi fa “devo fare una cosa”, si alza e sparisce.

Ora questo doveva farmi pensare, era insolito. Normalmente sono io quello che si alza di buon mattino, affamato come sempre diretto in cucina a fare colazione pronto a mangiare tutto quello che mi capita a tiro o mi va di preparare per il terrore delle rimanenze in cucina e… poi il caffè bevuto in piedi o seduto di fianco a Rosa che lo aspetta serena nel letto; questo prima della nascita di Hera, dopo Hera c’è da fare il latte, controllare se è sveglia, portarla nel lettone da mamma e se mamma è sveglia c’è da fare il caffè, poi magari faccio colazione, a meno che… mi sono dilungato troppo, insomma era una mattina insolita.

Mi alzo anche io per le faccende mattutine, sono un contadino, tutto ciò si svolge tra le 4 e le 7 del mattino, Rosa è alla scrivania davanti al tablet. Nella mia strana memoria, Rosa è sempre al tablet seduta alla scrivania in soggiorno, con la termoventola sotto i piedi, il plaid sulle spalle, i riscaldamenti accesi, seduta con le ginocchia al petto e i talloni sulla sedia, continuativamente per una settimana. Poi dopo la settimana di studi che nella realtà potrebbe essere anche un tempo lungo, due o tre mesi, in cui sono accadute tante cose, ma io lo ricordo così, l’azione passa in cucina. L’ambiente della cucina è grande e luminoso, c’è un grande tavolo di betulla e da quel giorno metà tavolo e parte dei piani di appoggio della cucina vengono confiscati da strani intrugli di acqua, tunica d’aglio ricavata dalla spicchiatura degli agli da piantare, amido di mais, con tutto il necessario per frullature, macerazioni, stenditure ed essiccazioni. Tutto ciò è durato fino a poco prima della chiusura totale a causa della pandemia da covid-19, che ci ha obbligati a trasferirci di fretta e furia nel centro storico di Castel San Lorenzo, poetico e poco sobrio paesino (è il paese del vino) della valle del calore Salernitano, a due passi dal terreno dell’azienda. I giorni di sperimentazioni hanno prodotto una serie di fogli di carta molto ma molto interessanti, direi un prodotto affascinante, dall’aspetto antico, rustico ma elegante, con cui Rosa ha fatto diverse realizzazioni.Poi un giorno Rosa mi fa : sai ho partecipato aglio Oscar Green di Coldiretti con la carta d’aglio;e io: ok.

Poi come dicevo è arrivato il lockdown. E tutto si è fermato, fino al 30 luglio 2020, giorno in cui è arrivata una e-mail del gruppo giovani di Coldiretti. Conosco la data perche sono andato a cercare l’e-mail altrimenti avrei detto che faceva caldo e non pioveva. Nella e-mail non c’era un invito di pagamento per servizi vari ma una comunicazione “Gentile Rosa Ferro ecc ecc… ho il piacere di annunciarti che la Commissione giudicatrice ha indicato la sua impresa quale finalista nazionale del premio Oscar Green 2020 – Coldiretti Giovani Impresa” ecc ecc. Dopo di che anche la cucina della casina di Castel San Lorenzo è diventata un laboratorio che a breve trasferiremo in un luogo idoneo. Ed ecco che sono cominciati a comparire, cornici per foto in carte d’aglio, segnalibri, basi per partecipazioni a cerimonie, contenitori in carta d’aglio e non so cos’altro ancora sfornerà. Ma non finisce qui. Coldiretti ci contatta telefonicamente dicendoci che dopo pochi giorni sarebbe arrivata una troupe per realizzare un video e delle foto, e così ci siamo trovati nel bel mezzo del campo di farro da poco mietuto, ad allestire un laboratorio da campo per la realizzazione della carta d’aglio, a fare foto, riprese, interviste e addirittura riprese con il drone che neanche al matrimonio avevamo voluto, per fortuna i ragazzi della troupe erano in gamba e simpatici, coinvolgere in certe cose un andropofobico come me non è cosa semplice.

È  tornato il Covid-19, il 2020 è trascorso con la pandemia che investiva ogni angolo del globo lasciandosi una scia di dolore, disastri economici e infinite psicosi. Poi è arrivata la primavera del 2021, i vaccini, un piccolo spiraglio nel velo nero della pandemia, e i primi di maggio una telefonata da Coldiretti che ci annunciava la data del 15 maggio come giorno per la consegna degli Oscar Green regionali. Convegno e cerimonia di premiazione si sono tenuti a Bocca della Selva località di alta montagna nel comune di Cusano Mutri in provincia di Benevento, nel bellissimo parco regionale dei monti del Matese. Grazie ma davvero grazie a Coldiretti , per il riconoscimento ad un’idea brillante, moderna ma dal sapore di un passato rurale per fortuna solo celato ma non ancora scomparso, grazie per l’accoglienza e l’ospitalità, grazie per la carica emozionale che ci riempie di entusiasmo.

Della carta d’aglio, delle sue caratteristiche, peculiarità e potenzialità ve ne parlerà Rosa. Spero di aver esaudito la prima domanda che ci fanno tutti, “come è nata questa idea?!”

Rosa: ” Il mio racconto è molto più semplice riguardo alla carta d’aglio. Era il secondo anno di semina dell’aglio e come il primo avevamo una grande quantità di tunica da smaltire. Forse nessuno ha notato come la tunica sia così attraente. L’ho vista di un bianco lucente e ho pensato di volerci scrivere sopra. Beh , in effetti, se si prende una matita o una penna sulla tunica ci si può scrivere. Cosi ho pensato alla carta di tunica d’aglio. Certo è che ne so poco di come si fa la carta, ma ho voluto provarci con poco, con quello che avevo a portata di mano, con quello che tutti abbiamo a casa. Quando ho verificato che potevo scriverci sopra, mi è piaciuta e volevo condividerlo con qualcuno. Non so quanto possa essere importante o meraviglioso o niente, ma volevo comunque condividerlo. In quel periodo ho visto il concorso dell’Oscar Green e ho partecipato. La carta non è soltanto una carta o un foglio con cui posso realizzare qualsiasi cosa ma un prodotto che si ricava dagli scarti di quello che noi seminiamo in azienda, l’aglio, la nostra prima esperienza. Il tutto si può semplificare con il termine economia circolare, un modello di produzione e consumo che riduce gli sprechi delle risorse naturali, riutilizzo, riparazione e riciclo di materiali e prodotti generando ulteriore valore. L’idea quindi abbraccia il principio di economia circolare ed ecosostenibilità.
Insomma da questa mia esperienza spero di aver raggiunto un obiettivo e cioè dare un esempio di economia circolare, di ecosostenibilità, di utilizzo degli scarti generandogli un valore anche se minimo e di aver pensato a qualcosa di diverso”.

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